|
Secondo la
descrizione fattane da Dionigi di Alicarnasso, storico greco, gli Etruschi erano
una popolazione antichissima e unica, non avendo affinità, sia linguistiche che
di stile di vita con altre genti. Il termine di Etruschi indica quindi una
popolazione vissuta in Etruria, tra il IX ed il III sec. a.C.
La civiltà etrusca rappresenta una delle culture di maggior spessore in Italia e
nell'intero bacino mediterraneo. Partiti dalla regione che da essi prende il
nome, ovvero dai territori frapposti tra Arno e Tevere, affermarono il proprio
predominio anche in altre zone della penisola, dalla pianura padana, all'Emilia,
alla Liguria, all'Umbria, al Lazio, alla Campania, intessendo fitti rapporti
commerciali con tutte le popolazioni del Mediterraneo.
L'Etruria non assurse mai a rango di Stato unitario; ogni città mantenne sempre
una propria autonomia di governo e non di rado vi furono aspri contrasti tra i
vari centri. Una delle rare occasioni di aggregazione unitaria era costituita
dalle riunioni presso il santuario federale di Fanum Voltumnae. Dodici erano le
città principali, che nel VII-VI sec. a.C. costituivano la "Dodecapoli": Veio,
Cerveteri, Tarquinia, Vulci, Orvieto, Chiusi, Vetulonia, Volterra, Perugia,
Cortona, Arezzo, Fiesole. Si è propensi a credere che a seguito della crisi
economica e politica di alcune di esse, sia avvenuta la sostituzione con Pisa,
Populonia e Roselle.
Grazie alle campagne di scavo e alle indagini archeologiche, si è potuto
riportare alla luce le vestigia delle necropoli, degli insediamenti, delle zone
artigianali e dei materiali lavorati. Tra questi spiccano la ceramica ed i
metalli, che ci hanno aperto uno spaccato sugli usi, i costumi, la vita
quotidiana, i rapporti commerciali e la storia di questo popolo. Se i resti di
un santuario del VI sec. a.C., rinvenuto presso la Torre Pendente di Pisa, ed
un'imponente tomba a tumulo del VII-VI sec. a.C., scavata nella sua immediata
periferia, hanno sfatato la vecchia ipotesi che l'espansione etrusca non avesse
oltrepassato l'Arno pisano, per certo sotto la linea di questo fiume si
collocano le maggiori aree di interesse etrusco.
Da Volterra (dove si visitano le splendide urne, i sarcofaghi lavorati, le
oreficerie ed i bronzi), a Populonia, importante già nel Villanoviano (IX-VIII
sec. a.C.) e ricco centro metallurgico di cui oggi restano le necropoli (con le
principali tipologie di sepoltura: a pozzetto, a tumulo, a edicola, rupestri) e
i ruderi dell'acropoli, a Vetulonia, Roselle, Poggio Buco, Marsiliana, Sovana,
Saturnia, Orbetello, Cosa, è tutto un fiorire di centri e di siti di indubbio
spessore e significato. Né si potranno trascurare i centri del Senese e della
Valdichiana: su tutti Chianciano Terme (con i resti del frontone del Tempio di
Fucoli ed altri innumerevoli reperti al Museo Archeologico delle Acque) e Chiusi
(con alcune tra le più note tombe dipinte, e gli splendidi cánopi). Ma anche
Arezzo (patria della splendida "Chimera", uno dei bronzi etruschi più noti),
Cortona (dove fu rinvenuto un famoso candelabro), la stessa Fiesole, Prato ed
alcune località del Chianti offrono numerose occasioni per conoscere una civiltà
unica quanto misteriosa.
|


|